“Classic Voice” di febbraio 2014 recensisce il CD su Alessandro Scarlatti

‘Renata Fusco non è una cantante che si incontri spesso nei cartelloni di musica antica, giacché il suo profilo artistico non la rende facilmente catalogabile nei ruoli tipici del canto (“antico” o “moderno” che sia) e neppure in quelli della recitazione (lavorando anche come attrice e doppiatrice): perché allora un maestro della musica “antica” come il liutista Massimo Lonardi e due chitarristi di rara bravura come Matteo Mela e Lorenzo Micheli hanno scelto di suonare con lei? Ascoltarla in questi brani di Alessandro Scarlatti è l’unico modo per capirlo: raramente infatti, forse mai prima, avevamo apprezzato la vocalità scarlattina da una prospettiva simile, in cui, cioè, le tipiche difficoltà prosodiche e di fraseggio così frequenti ed evidenti nella discografia corrente sono sciolte come neve al sole. In programma arie de “Gli equivoci nel sembiante”, la “Cantata di lontananza” e la cantata “Il rossignuolo”; il basso continuo viene realizzato da arciliuto (Lonardi), chitarra barocca (Mela) e tiorba (Micheli), contribuendo alla creazione di un accompagnamento leggero eppure policromo sul quale la voce naturale, scandita e mai volgarmente forzata della Fusco può “cantare” sulle parole, producendo un effetto “dilettevole” all’udito che molte altre incisioni analoghe (spesso assai più ambiziose” sul piano documentario e filologico) non offrono.’Carlo Fiore _ Classic Voice _ Febbraio 2014